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12 febbraio 2018

Lo sgabello: la scelta per il lavoro in laboratorio

Lo sgabello, a differenza della classica sedia operativa, viene utilizzato per venire incontro a lavoratori che operano per molte ore in posizione scomoda: o alzandosi e spostandosi continuamente, oppure rimanendo fermi a lungo. Questo tipo di seduta è dunque ideale, più che per il lavoro d’ufficio, per l’attività in laboratorio, su banchi da lavoro o banchi per officina. Le caratteristiche che rendono lo sgabello particolarmente adatto a questo tipo di impiego sono: lo spazio ridotto che questo tipo di seduta occupa, la versatilità e l’ampia possibilità di regolazione in altezza al fine di consentire i diversi movimenti.

Una seduta versatile è fondamentale perché alcuni tipi di lavoro in laboratorio richiedono movimenti ripetitivi e caratterizzati da posture statiche, mentre altri richiedono operazioni che vengono eseguite in diverse posizioni, in piedi o da seduti. In entrambi i casi se non si dispone di una seduta adeguata e ben regolabile, il corpo sarà sottoposto a uno sforzo notevole.
In questi ambienti di lavoro inoltre, si verifica spesso un’elevata turnazione del personale: le sedie e gli sgabelli vengono utilizzati da persone diverse o spostati tra stanze e reparti differenti. Ecco un ulteriore motivo per scegliere lo sgabello.
Se alcuni anni fa le sedie da lavoro venivano progettate in modo poco confortevole perché molto statiche, oggi il focus è tutto sull’ergonomia degli sgabelli, al fine di garantire ai lavoratori un buon rendimento e concentrazione all’interno del laboratorio e ridurre l’affaticamento dovuto a questo tipo di attività.
Comfort e accessibilità devono essere sempre caratteristiche prioritarie. Gli sgabelli che troveranno posto in un laboratorio dovranno inoltre essere realizzati rispettando alcune importanti norme igieniche e i principali regolamenti in materia di dispersione delle cariche elettriche.


L’importanza di regolare lo sgabello

Nelle sedute che vanno a inserirsi in un ambiente di lavoro come quello del laboratorio sarà dunque fondamentale il sistema di regolazione.
L’altezza dello sgabello dovrà essere decisa sulla base della comodità della persona ma anche e soprattutto sulla base dell’utilizzo, dei movimenti e delle operazioni che si troverà a dover fare nel luogo di lavoro. Per lo stesso motivo si deciderà di optare per uno sgabello più statico oppure per uno più dinamico.
Gli sgabelli statici non avranno rotelle e presenteranno una struttura molto salda: il classico esempio è lo sgabello con seduta tonda in legno o materiale morbido, con quattro “gambe” e piedini. Pensate ad un ricercatore al microscopio: per poter lavorare con precisione dovrà mantenere una posizione il più ferma possibile.
Gli sgabelli più dinamici invece presentano una struttura regolabile in ogni elemento, dalla seduta, all’eventuale schienale, dall’altezza, al poggiapiedi, alle modalità di rotazione.  Si tratta di sedute altamente professionali che riescono a coniugare praticità ed eleganza con la massima libertà di movimento.

Come le sedie, anche gli sgabelli da lavoro andranno regolati secondo alcune regole basilari, per garantire una corretta postura.
L’altezza dovrà essere definita in modo che i piedi poggino a terra, le ginocchia siano sempre piegate a 90° e la profondità del sedile ospiti almeno i ¾ delle cosce. Eventuali schienale e seduta potranno essere regolati sulla base dell’inclinazione, per ottenere la postura più confortevole.

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